giovedì, 27 Febbraio, 2025

Ai Cappuccini nasce il parco della pace. Per farlo crescere si potrà adottare un ulivo

Riqualificata l'area che ospitava il campo di calcio abbandonato

Venerdì, 15 aprile 2022

Una grande area verde dedicata alla pace, dove un tempo c’era il campo di calcio dei Cappuccini, abbandonato ormai da diversi anni. A dar vita al parco della pace a Oristano sono stati i frati, insieme a tanti volontari che hanno risposto all’appello lanciato da padre Cristiano Raspino, guardiano del convento francescano.

Per ora sono stati messi a dimora 40 alberelli d’ulivo, ma presto ne arriveranno altri 20 e in futuro altri ancora. Chiunque potrà decidere di adottare un ulivo, magari in memoria di un proprio caro scomparso. Le donazioni, che partono da 100 euro, verranno utilizzate per mantenere vivo il parco e farlo crescere.

La nuova area verde sarà inaugurata domenica 17 aprile, intorno alle 11.30, subito dopo la messa di Pasqua delle 10.30 celebrata nella chiesa dei Cappuccini.

A progettare il parco della pace sono stati Italo Vacca e Leo Minniti del vivaio “I Campi” di Milis. Hanno contribuito anche Andrea Ruggiu, che ha donato la ghiaia, Agrinova dei fratelli Pinna di Oristano, che ha fornito materiali da giardino, ed Enrico Firinu di ecoGreen. L’Agenzia Forestas ha donato piantine di sughero, rosmarino, mirto e lentisco. Preziosa è stata poi la collaborazione del giardiniere Cristian Chianello di Simaxis, così come dell’Artigian Service, ente di formazione di Confartigianato, e di una decina di allievi del corso di manutentore del verde.

“Questo parco nasce con il desiderio di offrire alle famiglie e ai giovani un luogo di incontro”, ha commentato padre Cristiano Raspino. “Qui tanti anni fa giocavano i ragazzi dell’Othoca, oggi abbiamo pensato di riconvertire l’area e di metterla nuovamente a disposizione della città. Per il momento sarà accessibile qualche ora la mattina e qualche ora il pomeriggio, in base alla disponibilità dei volontari”.

Oltre agli ulivi sono stati messi a dimora anche 18 alberi di jacaranda e 10 sughere. Al centro del parco è stato realizzato uno spazio a forma di Tau francescano, da utilizzare per messe e incontri.

Una simulazione grafica del progetto curato da Leo Minniti e Italo Vacca

“Padre Cristiano si era rivolto a noi già prima della pandemia di Covid-19”, hanno aggiunto Italo Vacca e Leo Minniti. “Ci siamo ispirati agli uliveti attorno al monastero di San Francesco, ad Assisi. Il nostro obiettivo era realizzare uno spazio aperto alla cittadinanza”.

“Il parco potrà crescere con le offerte di chi vorrà darci una mano”, ha dichiarato ancora padre Cristiano Raspino, “si può contribuire anche adottando un ulivo, dedicando una piantina a un caro defunto o a una persona in vita. Abbiamo bisogno di tante cose: per esempio di panchine e altalene per far giocare i bambini. E c’è ancora uno spazio da riqualificare, presto pianteremo altri alberelli”.

Il primo ulivo è stato adottato dalla famiglia di Gianfranco Onida, per ricordare il funzionario pubblico recentemente scomparso.

Da sinistra, i progettisti del parco, Leo Minniti e Italo Vacca, il segretario generale di Confartigianato Oristano, Marco Franceschi, e padre Cristiano Raspino
Il primo alberello d’ulivo “adottato”, in memoria di Gianfranco Onida, recentemente scomparso
Al centro del parco c’è una grande piazza a forma di Tau francescano

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